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STOP al lavoro in condizioni di caldo estremo

Dodici Regioni hanno emesso ordinanze anti-caldo.

 

Lazio, Umbria, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Toscana, Campania, Sardegna e Puglia hanno reso operative dal 1° luglio le proprie disposizioni di emergenza per il gran caldo. Le ordinanze, pur presentando leggere differenze nella durata e nell’ambito di applicazione, condividono un nucleo comune: la sospensione obbligatoria del lavoro all’aperto dalle 12,30 alle 16,00 nei giorni classificati come ad alto rischio termico. Il periodo si estende fino al 31 agosto, coprendo quindi l’intera fase estiva più critica dal punto di vista delle temperature.

Anche l’Emilia-Romagna e la Lombardia hanno preso provvedimenti analoghi con alcune differenze: per entrambe le regioni la durata del divieto va dal 2 luglio e fino al 15 settembre. Il Veneto invece ha emanato ordinanza dal 3 luglio al 31 agosto.

Sono interessate le attività nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e affini, nonché, per l’Emilia-Romagna, attività nei piazzali della logistica (limitatamente a quelli destinati in via esclusiva e permanente al deposito merci, con esclusione delle pertinenze dei magazzini coperti).

 

In tutte le ordinanze emanate si fa divieto di disporre qualsiasi lavoratore, senza alcuna differenza di ruolo, inquadramento e applicazione contrattuale, nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata sul sito internet www.worklimate.it a lavori in condizioni di esposizione prolungata al sole tra le ore 12,30 e le ore 16,00.

Il divieto si applica anche in caso di adozione di misure di prevenzione aziendali, se il rischio è comunque classificato come “alto” dal sito www.worklimate.it.

È raccomandato seguire le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni il 19 giugno 2025.

Il contenuto delle linee di indirizzo si può così sintetizzare:

  • Valutazione del rischio: Le linee di indirizzo sottolineano l’importanza di integrare la valutazione dei rischi con un’analisi microclimatica, utilizzando indici come WBGT e PHS.
  • Misure di prevenzione e protezione: Vengono indicate misure organizzative e tecniche, tra cui la modifica degli orari di lavoro, la pianificazione di pause in ambienti freschi, la fornitura di acqua e DPI traspiranti.
  • Piano Operativo di Sicurezza (POS): È previsto l’inserimento di misure specifiche per la prevenzione del colpo di calore nel POS.
  • Sorveglianza sanitaria: Il medico competente svolge un ruolo chiave nella sorveglianza sanitaria e nella pianificazione di emergenza.
  • Coordinamento delle imprese: Le linee di indirizzo prevedono il coordinamento tra le imprese appaltatrici attraverso DUVRI integrati.
  • Ambito di applicazione: Le linee guida si applicano a tutti i settori in cui è presente il rischio di esposizione a elevate temperature e radiazioni solari.
  • Gestione del rischio: Si raccomanda di mirare al comfort negli ambienti non vincolati da esigenze produttive, mentre negli ambienti vincolati si devono adottare misure preventive e protettive.
  • Emergenza: Vengono fornite indicazioni pratiche per la gestione delle situazioni di emergenza, come il trattamento dei lavoratori colpiti da esaurimento da calore o crampi da calore.

 

Si ricorda che la mancata osservanza delle ordinanze regionali comporta sanzioni ai sensi dell’art. 650 c.p., salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

 

Queste misure hanno l’obiettivo di prevenire incidenti e decessi sul lavoro causati dal caldo estremo, purtroppo già verificatisi anche quest’anno.

Si tratta di iniziative che puntano a migliorare la qualità e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

In base all’articolo 2087 del Codice Civile, infatti i datori di lavoro sono obbligati a tutelare la salute e l’integrità fisica e morale dei lavoratori. Questo include l’adozione di misure necessarie per garantire condizioni di lavoro sicure, tenendo conto anche del microclima, come previsto dal TU per la sicurezza D.lgs. 81/2008.

 

L’INL – Ispettorato Nazionale del Lavoro – ha emesso varie note con indicazioni operative per i datori di lavoro su come gestire il rischio calore, tra cui la Nota 5056 del 13 luglio 2023 e un opuscolo informativo con le linee guida complete.

Inoltre il Governo ha recentemente potenziato gli ammortizzatori sociali attivabili in caso di riduzione o sospensione delle attività per caldo estremo. Le istruzioni INPS in merito sono state pubblicate da ultimo con i messaggi del 26 luglio 2024 numero 2735 e numero 2736 .

 


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